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Ti ho messo in posti,
dove so solo io.
Quando passo,
ti vedo sospeso fra
la massa di nuvole spiritose,
a cavalcioni che dipingi,
così in alto, che ho bisogno di una
scala a pioli,
che sorridi
e stai buona senza muoverti
che altrimenti cadi,
o sepolto in un campo di grano,
dove un papavero ti fa da ombrello,
cantando a squarciagola,
tu che sei stonato e neppure bello
e se sento quella musica
indiavolata,
mi arrivi dentro,
da quella parte che ho un cervello
e non ho che una timida risata
da regalarti,
per poi spogliare la mia pelle
mentre, da te sfrattata
cercherò una casa,
un giorno,
quando nel cielo ci saranno
più nuvole e il papavero
mi farà da ombrello
e i miei pensieri dipingeranno
lacrime,
perché non ci saranno più rime
e nulla da fare.
Mary Read